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Presepe vivente di Roma -

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Tutorial  - Piccolo presepe in una mano

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Perche' si festeggia Tutti i Santi - 1 Novembre

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NATALE FRA ARTE E CULTURA - ENNA

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4° Mostra arte presepiale - Enna

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    Lunedì, 20 Novembre 2017 00:37
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    Martedì, 14 Novembre 2017 03:57
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    Sabato, 02 Settembre 2017 07:38
  • il Museo di mollina ormai pronto

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    Domenica, 30 Luglio 2017 09:50
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Un progetto unico, l'esposizione delle opere di Don Antonio Esposito, autore di alcuni fra i presepi più piccoli al mondo. Negli anni della guerra il nostro artista si chiude nella quiete del suo studio fabbricando da se i sui strumenti di lavoro, più fini di quelli degli orologiai. Nel corso di oltre di 40 anni di ricerca artistica le sue opere acquistano precisione leggerezza e luminosità, un cammino creativo e spirituale alla ricerca della raffigurazione iconica dell'essenza dell'evento del Natale, inteso come rinnovamento dell'intera creazione. Un'evoluzione artistica evidenziata dalle opere più tarde, una delle quali racchiusa in un seme di canapa del diametro di 3 mm. I presepi di don Antonio, che oltre ad essere artista della piccolezza fu anche sacerdote, rispecchiano il suo atteggiamento contemplativo verso la natura e la giocosa fantasiosità del suo spirito. La visione delle opere è coadiuvata da lente d'ingrandimento e luce fornite ai visitatori e da una guida che aiuterà i visitatori ad entrare nell'universo poetico dell'artista. 

Ingresso libero. E’ richiesto un contributo volontario a sostegno della conservazione e della valorizzazione di opere altrimenti destinate all’oblio.

La mostra è aperta tutti i giorni.

L'evento è realizzato con il patrocinio del comune di Napoli.
La mostra e' ospitata in pieno centro antico di Napoli in via san Giovanni Maggiore Pignatelli 1b

I minidiorami di Don Antonio Esposito sono quarantacinque minuscole opere, uniche al mondo.
Capolavori realizzati all’interno di noci, gusci di uovo e pistacchio, creati con “materie prime” naturali:  figure umane scolpite in gocce di colore ad olio seccate, visi dipinti su granelli di polpa di pera, alberi realizzati con minuscoli ramoscelli o aghi di pino.

Nel cuore di Napoli batte il cuore del Natale! Info e prenotazioni 08119708587

 

 

 

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Dai decumani a Little Italy. Un "Presepe della Misericordia", composto da oltre cento pezzi, tra pastori e animali in terracotta, salperà nei prossimi giorni verso New York.  Si tratta di un'opera inedita, lunga tre metri per due che, dall'8 dicembre sarà esposta nella Shrine Church of the Most Precious Blood, sulla Mulberry Street. La Natività made in Naples, è stata creata dai fratelli Raffaele, Salvatore ed Emanuele Scuotto, titolari della bottega d'arte "La Scarabattola" a via Tribunali. Non è la prima volta che i tre maestri presepisti visitano professionalmente gli States: negli ultimi quattro anni hanno infatti tenuto diversi workshop a Williamsburg, in Virginia, sulla storia e l'arte del presepe partenopeo. L'idea di questa esposizione è di Donald Sakano monsignore della St. Patrick's Old Cathedral newyorchese che, in occasione del Giubileo straordinario indetto dal Papa, ha scelto l'arte di Napoli come simbolo e messaggio di misericordia per tutti i fedeli. Il lavoro dei fratelli Scuotto, rispecchia perfettamente la loro arte: quella di foggiare pastori e personaggi nel pieno rispetto delle secolari tradizioni nostrane, affiancando però ai temi canonici, innesti ispirati all'arte moderna o contemporanea. Proprio come in questo caso: "L'opera -  spiega Raffaele Scuotto - presenta numerosi riferimenti alla società attuale: il presepe non è altro che un piccolo mondo verosimile, attorno a cui si concentra la vita. Bella o brutta che sia". Ecco quindi apparire il femminiello, il povero affamato, i venditori ambulanti, una barca di pescatori accanto a uomini in difficoltà, in riferimento alle continue tragedie degli immigrati nelle acque europee. "Il nostro lavoro  -  prosegue Raffaele  -  non è affatto diverso da quello dei maestri artigiani di tre secoli fa, che attualizzarono il presepe ambientandolo tra le strade e le ambientazioni napoletane". Non solo: tra i personaggi che affollano la Natività targata Scuotto, si distinguono chiaramente diverse figure che omaggiano le Sette opere di Misericordia di Caravggio, o il Figliol prodigo del Rembrandt.  "Nel Presepe della Misericordia  -  conclude Raffaele  -  ogni statuina racconta una sua piccola storia, rimandando a profondi significati. La Natività si staglia in alto, al centro della scena ma appena più giù c'è il diavolo, in catene e annichilito dalla nascita del Bambino. Gli opposti si fronteggiano. Il bene e il male, la pace e la guerra, l'amore e l'odio convivono in spazi angusti e alludono a uno scontro necessario al quale porrà fine e rimedio soltanto la nascita del Redentore". Il progetto è stato curato da Thomas Smith, Assistant Ceo della Binn's di Williamsburg e gode del patrocinio morale del Pio Monte della Misericordia (dove il manufatto è stato presentato martedì, assieme all'assessore comunale alla cultura Nino Daniele e al neo-soprintendente dell'istituto Alessandro Pasca di Magliano). Prima del definitivo trasloco a New York, si potrà osservare l'opera, interamente montana e in mostra alla galleria Essearte in via Nilo. Orario visite: giovedì e venerdì dalle 19 alle 21 e sabato dalle 11.30 alle 13.30. (testo paolo de luca - foto paola tufo)

fonte : http://napoli.repubblica.it/cronaca/2015/10/21/foto/little_italy_in_mostra_il_prsepe_dei_fratelli_scuotto-125567435/1/#4

 

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Presso la Basilica di San Sebastiano di Acireale, all'interno di una cripta che durante l'anno viene utilizzata per congressi, si svolge, da 10 anni a questa parte, la mostra del più grande presepe monumentale napoletano del sud italia da Napoli in giù. Appena scesi i 20 gradini che ci fanno accedere ad un livello più basso rispetto l'ingresso principale, ci ritroviamo in un immensa stanza con  volte e particolari di antichi affreschi, in parte distrutti nel tempo. Al centro e' stata montata l'intera scenografia presepiale  napoletana, a rappresentare la vita quotidiana tipica del 700. La struttura e' esposta su 4 lati, ogni lato da 4 metri circa, formando un quadrato con la possibilità di avere diversi punti di vista. E' possibile soffermarsi ed ammirare ogni minuzioso particolare,  come solo l'arte napoletana riesce a fare, il mercato,  l'osteria, il trasloco; Ogni movimento, ogni scena, curata nei minimi particolari, come se in quel momento anche il visitatore improvvisamente fosse catapultato in quegli attimi di vita quotidiana. I pastori sono ritratti nel momento in cui compiono un gesto, vivono un emozione. E' incredibile come ci si riesce a soffermare, a fissarli negli occhi facendo scorrere il tempo trascorso senza accorgersene.
I pastori provengono tutti dalla bottega del Maestro Marco Ferrigno, considerato tra i caposcuola nell'arte della terracotta napoletana, e  sono ispirati al Settecento Napoletano.
La sua produzione presenta, accanto ai personaggi tradizionali, le figure care alla tradizione iconografica della sceneggiatura napoletana. Ogni singolo pezzo del presepe è di proprietà della basilica: questo è possibile grazie alla generosità del Maestro Ferrigno, che ogni anno regala a questo presepe che sente suo una nuova figura. Tutto questo, da 10 anni a questa parte, raggiungendo la rappresentazione odierna e continuando con l'intento di ingrandirlo. 

Il sito web della mostra e' in costruzione, al momento e' possibile avere piu' informazioni a questo link di facebook : https://www.facebook.com/basilica.sansebastiano/timeline






 
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Il presepe della Marineria

Nel periodo di Natale, dalla prima domenica di dicembre sino all'Epifania, le barche della Sezione Galleggiante del Museo della Marineria diventano il palcoscenico del Presepe della Marineria. Il presepe è nato nel 1986 ed è opera degli artisti Tinin Mantegazza, Maurizio Bertoni e Mino Savadori, da un'originale idea di Guerrino Gardini.
La prima statua scolpita è stata quella di San Giacomo, patrono di Cesenatico a cui nel corso degli anni se ne sono aggiunte molte altre. Non si tratta solo di statue tradizionali che si vedono nei presepi, ma di scorci ispirati dalla vita della gente comune di un borgo di pescatori, che racconta attraverso di essi, la vita di una città: pescatori, falegnami, burattinai, pescivendola, donna con le piadine, bambini e musicisti. Insieme alla Sacra Famiglia, e ai tradizionali pastori, possiamo vedere chi salpa o rammenda le reti, chi conduce le imbarcazioni, chi vende il pesce; senza tralasciare particolari singolari come la presenza di un gruppo di delfini che si affacciano dall'acqua con curiosità.
Le statue sono a grandezza naturale: i volti, le mani, i piedi e tutte le parti esposte sono scolpite in legno di cirmolo, gli abiti drappeggiati sono realizzati in tela irrigidita dalla cera pennellata a caldo su strutture di legno rese voluminose dalla rete metallica modellata nella forma voluta. Il risultato è di grande effetto, reso ancora più suggestivo dalle illuminazioni delle barche che si riflettono sull'acqua del canale.
Ogni anno il Presepe si arricchisce di una nuova statua e un nuovo personaggio. Dalle 7 figure con cui esordirono nel 1986 oggi il patrimonio scultoreo è di una cinquantina di statue. Si và così realizzando il progetto degli artisti Bertoni e Savadori di dotare nel corso degli anni ognuna delle imbarcazioni di un timoniere e di un prodiere.
Le figure sono pensate come elementi di una rappresentazione, da vedere dalle sponde del Porto Canale Leonardesco come da una platea; illuminate, perché nel Presepe sono le luci che danno vita alle figure e scandiscono il racconto. Ed è proprio al calare della sera che il Presepe della Marineria si accende, come se si aprisse un sipario.

Fonte http://www.presepemarineria.it/presepe.php


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La magia dell’Avvento nel cuore della Germania a soli 60 chilometri dalla più conosciuta Norimberga.
Bamberga, nel cuore della Germania, è un luogo dove si respira l’atmosfera magica dell’Avvento. A soli 60 chilometri dalla più conosciuta Norimberga, celebre per il mercato natalizio, Bamberga ha il vantaggio di essere una delle poche città tedesche uscita quasi indenne dalla Seconda guerra mondiale. Dal romanico in poi, ogni stile architettonico è presente in città: palazzi e chiese di un centro storico che è entrato a far parte del patrimonio Unesco, sono lo scenario ideale per seguire il Krippenweg, il sentiero dei presepi (dal 26 novembre al 6 gennaio). Ci sono una quarantina di scene ispirate alla Natività sparse fra edifici religiosi, residenze pubbliche e private, musei, piazze, strade. Si va dalle miniature alle scene a grandezza naturale, con l’impiego dei più svariati materiali, dal legno alla ceramica, dalla porcellana ai tessuti. 
Fra i luoghi che ospitano i presepi ci sono anche molte delle principali attrazioni turistiche della città. Come la fortezza dell’Altenburg che domina Bamberga da una collina posta a sud-ovest del centro. Dall’ex residenza dei principi-vescovi si gode uno dei migliori panorami sul centro storico che è uno dei gioielli della Franconia e dell’intera Germania. All’interno si può ammirare un presepe con i personaggi che indossano i costumi della tradizione francone.
Ridiscesi nella città bassa (Unterstadt), su un isolotto formato da due ramificazioni del fiume Regnitz, si incontra l’Altes Rathaus, il vecchio municipio. Ha l’aspetto di un vascello rococò, decorato da fastosi affreschi che sembra resistere alla corrente impetuosa del fiume. Il presepe è costituito da figurine barocche in porcellana che appartengono alla collezione Ludwig. Dall’Untere Brücke si ha una bella veduta sulle vecchie case di pescatori che formano il quartiere della Klein Venedig, ovvero la piccola Venezia. Questione di acque, canali, barche a fondo piatto e piccoli attracchi privati: tutto molto pittoresco, senza essere “finto”, perché qui, in queste belle case a graticcio, la gente del posto continua a viverci. A Bamberga i paragoni si sprecano: oltre ad essere paragonata alla città lagunare, può anche vantarsi di venir considerata la “Roma della Franconia”, perché è costruita su sette colli, come il modello a cui si ispirò l’imperatore Enrico II nell’XI secolo. Per continuare a seguire la via dei presepi ci si arrampica sulla principale di queste colline, la più famosa e la più santa, perché ospita la splendida cattedrale, il Dom. Costruita sul modello delle cattedrali imperiali renane, l’edificio – consacrato nel 1012 ma ricostruito nel Duecento a seguito di un incendio – mostra il momento di transizione dal romanico al gotico di ispirazione francese. Ma il Dom è soprattutto un grande museo di sculture. 
Si può iniziare dai portali come il Fürstenportal, sul lato nord della navata, e il Marienportal che rappresenta la Madonna con Gesù che vengono adorati dai patroni San Pietro e San Giorgio, dai fondatori e dai costruttori della chiesa. All’inizio della navata centrale c’è la tomba di Enrico II e della moglie Cunegonda realizzata nel 1513 da Tilman Riemenschneider. La statua certamente più famosa è quella che rappresenta il misterioso Bamberger Reiter, il cavaliere di Bamberga, personaggio a cavallo risalente al 1230 circa. In epoca nazista fu accolta l’idea che si trattasse di un imperatore tedesco e la statua divenne il simbolo dell’armonia ariana e utilizzato come strumento di propaganda. Il motivo per cui il Dom si inserisce nel tema del “sentiero dei presepi” è l’altare della Natività che si trova nel transetto sud. E’ uno dei capolavori di Veit Stoss, che lo realizzò in legno di tiglio già ottantenne a Norimebega su commissione del figlio, priore carmelitano della città. Quando questi fu cacciato dall’avvento della Riforma, l’altare fu spostato a Bamberga nel 1543. Il tour della Cattedrale può essere completato con la visita del Museo Diocesano dove si ammirano figure del presepe dall’epoca barocca a quella moderna.
Ridiscesi nella città bassa e attraversati i due rami del fiume Reignitz su uno dei diversi ponti, si deve fare ancora una sosta nella graziosa Schillerplatz. Qui, al numero 26, c’è la casa-museo dove visse per cinque anni, il poeta, compositore, direttore d’orchestra e regista teatrale Ernst Theodor Amadeus Hoffmann. Calarsi nelle atmosfere fantastiche dei racconti dello scrittore, una delle figure più importanti del romanticismo tedesco, è il modo migliore per entrare nel clima natalizio in Germania.

fonte http://viaggi.lastampa.it/


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