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    Domenica, 04 Agosto 2019 10:54

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Allo scopo di valorizzare le festività natalizie un gruppo di ragazzi, "I Ragazzi del presepio", dal lontano 1985 si impegna ogni anno per la realizzazione di un presepe artistico.Di volta in volta il presepe viene costruito ex novo.
Grazie all’esperienza accumulata nel corso degli anni, vi è stata una evoluzione che ha permesso di portare dei miglioramenti dalla prima all’ultima rappresentazione. Le statue, realizzate artigianalmente, vengono poste all’interno di scenari che quasi sempre sono ispirati a scorci caratteristici o a scene tipiche del nostro paese.
I lavori prendono il via dai primi giorni di novembre; L’opera viene allestita nella locale chiesa dell’Annunziata, per tutta la durata delle festività natalizie. Tutto questo viene realizzato volontariamente e per fini esclusivamente socio-culturali, nel pieno rispetto delle tradizioni. La ricompensa più grande, per i ragazzi, è di vedere apprezzata l’opera per cui si è tanto lavorato. Il ringraziamento maggiore è per tutte le persone che visitano il presepe: è grazie alle loro offerte che può essere acquistato il materiale necessario per realizzare la Natività dell’anno successivo.

 

Associazione - I RAGAZZI DEL PRESEPIO AMASENO  -

Sito web : www.presepeamaseno.it

Canale youtube :https://www.youtube.com/channel/UCHdQ-qKLxC9uEgBI3U-liVA

facebook: https://www.facebook.com/I-Ragazzi-del-Presepio-Amaseno-221614397901032/

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Greccio, Natale 1223 - il Presepe di San Francesco d'Assisi
 
Francesco meditava continuamente le parole del Signore Gesù e non perdeva mai di vista le sue opere.  Soprattutto l'umiltà di lui che si era fatto uomo e l'infinita carità della Passione gli erano impresse nella mente e nel cuore. A questo proposito è degno di essere sempre ricordato quello che egli realizzò nella notte di Natale dell'anno 1223, per dare concretezza alla celebrazione della nascita del Bambino di Betlemme. Francesco scelse Greccio come sede per la sua iniziativa: una località di montagna presso la città di Rieti.Conosceva un uomo di quella terra, di nome Giovanni, che gli era molto caro perché, pur essendo nobile ed onorato, stimava la nobiltà dell'animo assai più di quella che, senza merito, viene comunemente apprezzata dal mondo. Circa due settimane prima della festa della Natività, Francesco chiamò a sé quest'uomo e gli disse: Vuoi che celebriamo a Greccio il Natale di Gesù? Ebbene, precedimi e prepara quanto ti dico, perché vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, in modo che si possa vedere con i propri occhi i disagi in cui si venne a trovare per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva nel fieno tra un bue e un asinello... 
L'amico fu entusiasta dell'idea: Francesco non aveva terminato di illustrargliela, che quell'uomo fedele e pio già si muoveva per preparare nel luogo stabilito tutto l'occorrente, secondo il progetto esposto con tanto calore dal santo.E giunge il giorno della festa. 
 Per l'occasione sono stati fatti venire molti frati da fuori. Uomini e donne arrivano festanti dai casolari sparsi nella zona circostante; portano ceri e fiaccole per illuminare la notte, che ricorda quella in cui la luce splendente della stella si accese nel cielo per illuminare tutti i giorni e tutti i tempi.Finalmente arriva Francesco. Dà un'occhiata e vede che tutto è predisposto secondo le sue direttive.E raggiante di letizia.La greppia è in ordine. Manca solo il fieno. Vi viene posto e sono fatti entrare nel locale il bue e l'asinello. Nella scena commovente risplende la semplicità evangelica. Greccio è divenuta una nuova Betlemme. Tutt'intorno risuonano le voci: fra le rupi rimbalzano gli echi dei cori festosi. I frati cantano lodi al Signore e tutta la notte, chiara come fosse giorno, sussulta di gioia.Francesco è estatico di fronte al presepio. Poi il sacerdote celebra solennemente la Messa ed anche lui prova una consolazione che non aveva mai assaporato prima. Francesco si è rivestito dei paramenti diaconali, perché è diacono (l'ordine immediatamente inferiore al prete) e canta con voce sonora il Vangelo.Poi parla al popolo e rievoca il neonato re povero e la piccola città di Betlemme. Terminata la veglia solenne, ognuno torna a casa pieno di una gioia semplice e profonda mai conosciuta prima. Il fieno che era stato collocato nella mangiatoia fu conservato, perché per mezzo di esso il Signore guarisse giumenti e altri animali. E davvero è avvenuto che giumenti e altri animali di quella regione, colpiti da malattie, mangiando quel fieno furono da esse liberati. Oggi, anno 1228, quel luogo è stato consacrato al Signore e sopra il presepio è stato costruito un altare e dedicata una chiesa ad onore di san Francesco, affinché, là dove un tempo gli animali hanno mangiato il fieno, ora gli uomini possano mangiare, come nutrimento dell'anima e santificazione del corpo, la carne dell'Agnello Gesù Cristo nostro Signore, che con amore infinito ha donato se stesso per noi.

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Prima di diventare uno dei maestri piu’ affermati nel mondo della modellatura, José Luis Mayo Lebrija passò per vari lavori come fiorista, pittore, consegna del pane, lavorando in diversi laboratori  prima di affermarsi nel mondo perfetto per lo sviluppo  e la creazione di statue .

Nel  1971 riuscì ad aprire il suo primo laboratorio  di Algete, il decennio degli anni '80, sposato con prole, ha coinvolto il consolidamento e la nascita della sua bottega a Leganés.

Il realismo nel trattamento delle sue figure, sia nei loro volti e atteggiamenti, come ad esempio il movimento del tessuto, l'interesse per i dettagli, l'approccio quasi archeologica nel tempo di Gesù di Nazaret, ed etnografico riesce a coinvolgere molti appassionati del mondo del presepe.

E 'un periodo  di commissioni monumentali come La Grande presepe Madrid a Parigi (1987), o quelli realizzati dall'Associazione di Betlemme in Alicante ed Elche.A questi avrebbero seguito altri tipi e caratteristiche diverse, condotte da associazioni e singoli individui.

Il Comitato Festival Reyes Bancaja ha lanciato una nuova sfida nel 1994, con la collaborazione di José Luis Paredes Catalá nella progettazione e costruzione di  un presepe monumentale itinerante, per la quale José Luis Mayo Lebrija prende il sopravvento con figure importantissime e realistiche

Nel 2003 la città Madrid apprezza nel suo carattere artistico e innovativo che dà la tradizione natalizia, che è di grande numero di parti e strutture, e la creazione in modo permanente  del presepe  della Villa di Madrid.

 

fonte sito ufficiale del maestro http://www.mayolebrija.es/dream/bio.htm

 

 

 

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Roberto Vanadia nasce nel 1962 ad Agrigento, dove risiede ed opera.
Conseguita la laurea in giurisprudenza, per motivi di lavoro si trasferisce a Genova per un periodo di quattro anni. Proprio la permanenza nella città ligure, fa sì che si manifesti il grande amore per la terra natia e per le sue tradizioni.
Comincia così uno studio attento del passato inteso come espressione di vita da conservare e sviluppare in una produzione artistica molto originale ed in continua evoluzione.

Pitture, sculture e miniaturizzazioni dei luoghi tipici della produzione agricola ed artigianale e rappresentazioni di ambienti rurali e lavorativi della Sicilia preindustriale, diventano forme di espressione artistica, grazie alle quali Roberto Vanadia riesce ad esprimere l’amore per  la terra natia e le sue tradizioni. 
 Le sue opere, che arrivano a coprire anche fino a 20 mq., riproducono fedelmente, in scala 1:10, botteghe, architetture… interi paesini.

Grazie ad uno studio attento del passato, inteso come espressione di vita da conservare e sviluppare, dà luogo ad una produzione artistica molto originale che lo porta a ricreare i luoghi tipici della produzione agricola ed artigianale e gli ambienti rurali e lavorativi della Sicilia preindustriale.
Riesce infatti a realizzare, con eminente realismo scenico, ciò che si potrebbe definire un vero e proprio “museo dell’architettura rurale” nel quale trovano espressione i mestieri e le arti della Sicilia del 18° e 19° secolo, riuscendo a ricreare il colore  e la suggestione di tradizioni contadine ed artigiane quasi dimenticate.

Ogni ricostruzione è autentica al punto che i materiali utilizzati sono identici a quelli della realtà. E questo vale per le tegole, le murature, le balaustre, le ceramiche. I personaggi che animano le scene sono realizzati a mano in terracotta e vestono gli abiti tipici di fine ottocento.

Le  scene che compongono il presepe sono interamente realizzate a mano con infinita pazienza e grande abilità utilizzando antiche tecniche artigianali.

I presepi di Roberto Vanadia costituiscono senza dubbio una produzione artistica molto originale e nel contempo un repertorio filologico di indubbio interesse.

fonte

Galleria fotografica clicca qui

http://presepiamoinsieme.altervista.org/2014-05-27-00-51-52/category/24-roberto-vanadia.html

http://www.robertovanadia.it/

http://presepiando.wordpress.com/

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Non avendo trovato nessuna informazione riguardo la biografia di uno dei più grandi Maestri presepistici italiani, pubblichiamo, perche' e' d'obbligo in un portale che parli di arte presepiale, uno dei capolavori dell'artista Patrizio Torosani: Mercato al Tempio - nella speranza che anche lui possa leggere il nostro articolo e darci qualche delucidazione in piu'.


Fonte presepiamo.it

Mercato romano Portico di Ottavia 1800 


Ho immaginato una giornata di mercato nella Roma ottocentesca cercando di ricreare l’atmosfera gioiosa che solo il mercato romano con i suoi ambulanti può dare. 
I mestieri erano diversi , ambulanti come l’arrotino che ancora oggi si trova nelle piazze dei paesi, fino all’estinto scarfarottaro che comprava e vendeva scarpe usate. 
Ho ambientato il mio mercato sotto le colonne del portico d’Ottavia che in genere si svolgeva il mercato del pesce dove i friggitori la notte della vigilia di natale facevano fritti di pesce e frittelle. 


Si possono riconoscere diversi mestieri,;
l’ARROTINO con il caratteristico carretto, lo SCARAFOTTARO con la sua cesta piena di vecchie scarpe, l’ORTOLANO con i frutta e verdure del suo orto,Il FRIGGITORE che la vigilia di natale facevano fritti di pesce e frittelle, andava a ruba il capitone, il PESCIVENDOLO con il banco di pesce di mare e di fiume, il PASTORE con i suoi formaggi, il PERACOTTARO con una cesta a modo vassoio portava pere cotte urlando, IL FIGURAIO cioè realizzatore e venditore di statue per il presepe mestiere del padre di Bartolomeo Pinelli e non potevano mancare i PIFFERARI che arrivavano a Roma circa 15 giorni prima di natale e suonavano novene a pagamento (due Paoli) davanti l’edicole delle madonne sparse per Roma.




Gli ambulanti oltre dalla campagna romana venivano dall’Abruzzo, Marche, Ciociaria e dalla Campania  Di venditori ambulanti in quei tempi se ne contavano almeno duecento mestieri diversi. La scenografia è ripresa da un quadro di C.H.Willson “il mercato del pesce al portico di Ottavia” acquarello 34 x 25,5 1870 (Collezione privata Velletri) 



Le statue sono commerciali stile napoletano adattate al presepe romano. La scenografia è in legno, sughero e gesso,  I particolari sono in cernit, terracotta, gesso, vari metalli e legno per questo presepe ho fatto una piccola ricerca utilizzando internet e i seguenti libri:

Bibliografia ; 

“Roma di Bartolomeo Pinelli”, Bartolomeo Rossetti - Newton Compton Editori 

“Ottocento Romano” Renato Mammucari - Newton Compton Editori 

“Viaggio a Roma e nella sua campagna”, Renato Mammucari - Newton Compton Editori 



 








 

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