Crea sito
4° Mostra arte presepiale - Enna

4° Mostra arte presepiale - Enna

  4^  MOSTRA DI ARTE PRESEPIALE” Dopo il grande successo e gli apprezzamenti...

il Museo di mollina ormai pronto

il Museo di mollina ormai pronto

  Quindici anni fa, Antonio Díaz e Ana Caballero intrapresero un viaggio per incontrare...

La domenica delle palme

La domenica delle palme

    Domenica delle Palme, o Domenica della Passione del Signore, è la festa che nel...

San Giuseppe, perche' si festeggia

San Giuseppe, perche' si festeggia

Così recita il Martirologio Romano: «Solennità di san Giuseppe, sposo della beata Vergine Maria:...

GIUDA morì prima o dopo la risurrezione di Gesù?

GIUDA morì prima o dopo la risurrezione di Gesù?

  GIUDA morì prima o dopo la   risurrezione di Gesù? Giuda altro non...

Intorno al presepe: idee, emozioni, sensazioni e storia

Intorno al presepe: idee, emozioni, sensazioni e storia

  Ino Cardinale -  Nel buio della notte… il Mistero! «E Maria diede alla luce il...

  • 4° Mostra arte presepiale - Enna

    4° Mostra arte presepiale - Enna

    Sabato, 02 Settembre 2017 07:38
  • il Museo di mollina ormai pronto

    il Museo di mollina ormai pronto

    Domenica, 30 Luglio 2017 09:50
  • La domenica delle palme

    La domenica delle palme

    Sabato, 08 Aprile 2017 22:03
  • San Giuseppe, perche' si festeggia

    San Giuseppe, perche' si festeggia

    Domenica, 19 Marzo 2017 06:58
  • GIUDA morì prima o dopo la risurrezione di Gesù?

    GIUDA morì prima o dopo la risurrezione di Gesù?

    Domenica, 05 Marzo 2017 00:13
  • Intorno al presepe: idee, emozioni, sensazioni e storia

    Intorno al presepe: idee, emozioni, sensazioni e storia

    Sabato, 11 Febbraio 2017 15:54
i presonaggi del presepe


I RE MAGI

Sono i nobili del presepe e sono rappresentati sui tre rispettivi cavalli dal colore bianco, rosso o baio, e nero. Nelle favole campane tale cromatismo simboleggia l'iter quotidiano del sole: bianco per l'aurora, rosso o baio per il mezzogiorno, e nero per la sera e la notte. I Re Magi, rappresentano il viaggio notturno dell'astro, che termina lí dove si congiunge con la nascita del nuovo sole bambino. D'altra parte, in senso solare va interpretata la tradizione cristiana secondo la quale essi si mossero da oriente, che è il punto di partenza del sole.  La simbologia solare dei Re Magi era chiaramente espressa in passato, quando al loro corteo si aggiungeva una figura femminile detta "LA RE MÀGIA", evidente rappresentazione della luna che segue il viaggio notturno dei tre sovrani. Essa veniva raffigurata in portantina sorretta da quattro schiavi, e, secondo la tradizione, rappresentava la fidanzata fedele del Re moro (altra simbologia della notte)

 




LA LAVANDAIA 

personaggio caratteristico della nostra tradizione presepiale. Come testimone del parto verginale di Maria, essa deriva da sacre rappresentazioni medievali, dall'iconografia orientale e da tradizioni cristiane extraliturgiche. Secondo la versione dei Vangeli apocrifi la Madonna fu visitata, al momento del parto, da più levatrici, ma solo una di esse volle accertarsi della sua verginità osando toccarla. Nel protovangelo di Giacomo si legge: «E la levatrice uscí dalla grotta e Salomè si imbatté in lei. Ed ella disse: - Salomè, Salomè, una vergine ha partorito, ciò di cui la sua natura non è capace -.  E Salomè disse: - Com'è vero che Dio esiste, se non metterò il dito e non esaminerò la sua natura, non crederò mai che la vergine ha partorito» (A. Di Nola, Vangeli apocrifi, Ed. Lato Side, Roma P. 47).La conseguenza di quel gesto fu che la mano, che aveva tanto osato, rimase incenerita all'istante; guarí solo dopo aver toccato il divino Bambino. In conformità con tale versione si trovano sui presepi orientali più levatrici di Maria (lavandaie) che, dopo aver lavato il Bambino, stendono ad asciugare i panni del parto, il cui candore è suggestivo per un confronto con la verginità di Maria. 


 

 LA ZINGARA

com'è noto, è personaggio profetico collegato alle sibille profetesse che nelle sacre rappresentazioni medievali assumevano ruolo primario. Alla Sibilla Cumana la tradizione attribuiva una leggenda natalizia. Ella aveva predetto la nascita del Redentore, illudendosi di essere la vergine designata che lo avrebbe partorito.  Quando udí gli angeli annunziare la nascita di Cristo, si rese conto del suo peccato di presunzione e fu trasformata in uccello notturno, o addirittura in civetta. LA ZINGARA COL BAMBINO IN BRACCIO può essere correlata non solo alla FUGA IN EGITTO di Maria che era, ella stessa, zingara in un paese straniero, ma anche a un mito legato a un'antica divinità solare molto simile alla natura del Bambino della tradizione cristiana. Si narra di una donna vergine, chiamata STEFANIA, che, quando nacque il Redentore, si incamminò verso la grotta per adorarlo, ma ne fu impedita dagli angeli che vietavano alle donne non sposate di visitare la Madonna che aveva da poco partorito. Allora Stefania prese una pietra, l'avvolse nelle fasce fingendosi madre e, ingannando gli angeli, riuscì a entrare nella grotta il giorno successivo. Ma quando fu alla presenza di Maria, si compí un miracoloso prodigio: la pietra starnutí e divenne un bambino, santo Stefano, il cui natalizio si festeggia appunto il 26 dicembre. Il personaggio della zingara senza il bambino in braccio assume un significato drammatico perché preannunzia la Passione di Cristo. I ferri che ella porta nelle mani vogliono simboleggiare i chiodi del futuro martirio del Signore.


IL PESCATORE E IL CACCIATORE

esprimono due tipi di cultura successivi alla società matriarcale: la pesca e la caccia, le piú antiche attività con cui l'uomo si assicurò i mezzi di sussistenza. Interessante per la valenza che esprime è il costume del pescatore. Esso, connotato dal colore bianco e rosso, mostra attinenza con la piú antica liturgia del mondo popolare, non soltanto napoletano, e risulta collegabile allo stesso costume tipico dei fujenti della Madonna dell'Arco.
Al cacciatore che di solito imbraccia un fucile non è mai mancato l'ironico commento dei piccolo-borghesi napoletani che ignorando il senso culturale e metastorico della rappresentazione, ne hanno rilevato il contraddittorio anacronismo. Ma si tratta dell'arroganza e della presunzione di una classe che ha sempre preteso di gestire la cultura, interpretandone i segni e le espressioni dall'alto della propria superficialità. Le figure in coppia del cacciatore e del pescatore rinviano ad arcaiche rappresentazioni del ciclo morte-vita, giorno-notte, estate-inverno. La pregnanza simbolica dei due personaggi è sottolineata, nella rappresentazione presepiale, dalla loro posizione che può dirsi canonica: vale a dire che il cacciatore si colloca in alto, mentre il pescatore è situato in basso, presso le acque fluviali. Tale contrapposizione evidenzía chiaramente la dualità sacrale di una coppia attinente al mondo celeste e a quello infero. Né si dimentichi che in tutte le antiche tombe egizie, etrusche e italiche sono ricorrenti le raffigurazioni funerarie della caccia e della pesca.

 
I Giocatori di carte

«'e duie cumpare, zi' Vicienzo e zi' Pascale». La loro precisa denominazione era attinente al Carnevale, chiamato in Campania «Vincenzo», e alla Morte, il cui nome era «Zi' Pascale» (difatti, al cimitero delle Fontanelle, si mostrava un cranio indicato, per l'appunto, come « a capa e zi' Pascale», al quale si attribuivano poteri vaticinanti, al punto che gli si chiedevano pronostici per il gioco del Lotto). C'è da aggiungere che I DUE COMPARI soprannominati comunemente «i San Giovanni» si riferiscono ai due solstizi: 24 dicembre e 24 giugno.



Benino
 

il pastorello raffigurato in atto di dormire, che, per gli interessanti significati a lui connessi è personaggio di primaria importanza. Collocato sul punto piú alto del presepe, simboleggia il cammino esoterico verso la grotta, il percorso in discesa attraverso il sogno, il viaggio compiuto da un giovinetto, da una guida iniziatica, da un bambino. In base a questa raffigurazione il senso del Natale è comprensibile solo mediante un viaggio onirico effettuato con la guida di un animo visionario che sprofonda nel mondo interiore della conoscenza. Alla fine del viaggio, superate le paure e le varie tappe, tale personaggio, dinanzi alla grotta della Nascita, o della ri-Nascita, può identificarsi col cosiddetto PASTORE DELLA MERAVIGLIA, che, accecato dalla rivelazione, posseduto dionisiacamente dalla luce stessa, non trova parole per esprimerla. Ed ecco che, quasi come un fujente di Santa Maria dell'Arco in vista del numinoso, egli si abbandona al primigenio gesto di spalancare la bocca per gridare il suono muto e ineffabile della meraviglia al cospetto del meraviglioso.
Come a dire: chi ha orecchie per udire, oda.

 

i presonaggi del presepeSi ringrazia il sito Napoli e presepe 

 

 

Potrebbe interessarti anche

Tutte le informazioni che hanno per tema l'arte presepiale ( tecniche, mostre, tutorial, maestri e presepisti ) che trovate su questo portale sono concesse dagli autori stessi e dalle associazioni.  Le news che riguardano il mondo presepistico sono recuperate dal web e in ogni articolo viene inserita la fonte di appartenenza. Se riscontrate un articolo dove non e' inserita la fonte vi preghiamo di darcene informazione tramite email [email protected] Sarà nostra cura aggiornare l'articolo.

Questo sito web utilizza la tecnologia dei COOKIES per migliorare l'esperienza generale del sito. Continuando ad utilizzare questo sito stai implicitamente autorizzando l'utilizzo dei COOKIES. Per accettare in via permanente e rimuovere questo avviso fai click su I AGREE. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy. I accept cookies from this site To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information