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7 items tagged "tecniche"

Risultati 1 - 7 di 7

Come costruire un lavatoio

Category: tecniche di costruzione
Creato il Domenica, 08 Febbraio 2015 10:23

Su gentile concessione di Luigia Elda Regina pubblichiamo alcune foto che riguardano la costruzione di un lavatorio utilizzando fogli di polistirolo

 

 

 

Costruire un lavatoio con fogli di polistirolo 

clicca sull'immagine per ingrandirla 

 

 

 

 

 

 

 

Come costruire una fontana

Category: tecniche di costruzione
Creato il Domenica, 08 Febbraio 2015 09:14

Si ringrazia Luigia Elda Regina per aver concesso la pubblicazione di questa sequenza di foto nel nostro portale.


Come costruire una fontana con il polistirene
 
clicca sull'immagine per ingrandirla














Come costruire un albero - secondo tutorial

Category: tecniche di costruzione
Creato il Mercoledì, 24 Dicembre 2014 00:54

Abbiamo gia' parlato piu' volte di come costruire un albero, varie tecniche si sono alternate, cercando di utilizzare sempre quella piu' veloce e facile; continua a resistere l'uso dei fil di ferro e la pasta modellante DAS; In questo tutorial troverete i vari passaggi di come realizzarlo, in aggiunta anche la vegetazione in plastica che spesso troviamo in vendita per abbellire le nostre case. 

Fonte: http://foro.belenismo.net/forums/thread-view.asp?tid=22290&posts=50&start=1
















































Come costruire un tetto con tegole in polistirolo

Category: tecniche di costruzione
Creato il Martedì, 14 Ottobre 2014 23:33
Pubblichiamo un tutorial fotografico  per la creazione di tetti in polistirolo con tegole stampate. Il dilemma principale nella costruzione di un presepe e' la creazione o l'acquisto di tegole; ovviamente cercando di risparmiare si cerca il materiale piu' economico per ottenerle ed evitare l'acquisto di tegole in terracotta. Oltre all'utilizzo di materiali come il das, una delle soluzioni piu' economiche, abbiamo scovato in rete un altro tutorial capolavoro del maestro spagnolo David Garnés Marín. Qui di seguito le foto:

1 - Ritagliare e sagomare la forma di una tegola da un pezzo di rame





2 - Utilizzare un todino di rame e saldarlo alla forma della tegola precedentemente creata






3 - all'interno del tondino andra' collocata la punta del saldatore a stagno; quando questo sara' calda, trasmetterà attraverso il rame, che a sua volta si riscalderà, la caloria tale da sciogliere il polistirolo nella forma della tegola.




Il presepe romano

Category: stile romano
Creato il Venerdì, 10 Ottobre 2014 08:17
Alessandro Martinisi
( fonte http://natalelions2011.wordpress.com/ )

La prima testimonianza in assoluto dell’arte presepiale a Roma, si ha con le statue di legno scolpite nel 1289 da Arnolfo Di Cambio e conservate nella cripta della Cappella Sistina della Basilica di Santa Maria Maggiore. Successivamente sono le cronache del frate francescano Juan Francisco Nuno ad informare, nel 1581, sull’uso ormai da tempo diffuso a Roma, di allestire presepi in monasteri e luoghi di culto ed in particolare nella Chiesa dell’Aracoeli dove era specialmente venerata la statua del Bambinello che si dice opera di un frate francescano che l’aveva intagliata in un tronco di ulivo del Getsemani, trafugata il 1^ febbraio del 1994 e non più ritrovata.
Nel ‘600 la nobilta romana inizia ad esporre presepi nei propri palazzi, opere sontuose in linea con lo stile barocco dell’epoca, commissionate ad artisti famosi come il Bernini del quale si ricorda un presepe realizzato per il Principe Barberini. Anche il ‘700 mantiene viva la tradizione dei presepi nelle case patrizie ma chiese e monasteri non sono da meno come attestano le grandi statue della natività in San Lorenzo, i presepi di Santa Maria in Trastevere e Santa Cecilia.
Ma è nel ‘800 che la realizzazione di presepi si diffonde a livello popolare grazie alla produzione a basso costo, con gli stampi di innumerevoli serie di statuine in terracotta modellate da artigiani figurinai tra i quali anche il ragazzo Bartolomeo Pinelli famoso in seguito come pittore della Roma del suo tempo. Sono tuttavia le famiglie più importanti per censo e ceto sociale a realizzare in gara tra loro i presepi più imponenti, ricostruzioni di paesaggi biblici o di scorci della campagna romana caratterizzata da alberature di pini e olivi, costruzioni rustiche e rovine dell’antichità, da mostrare non solo a parenti e amici ma anche a concittadini e turisti, richiamati da fronde di rami appesi ai portoni a somiglianza d’insegne.
Sono rimasti famosi quello della famiglia Forti, posto sulla sommità della Torre degli Anguillara, o della famiglia Buttarelli in Via De’ Genovesi, riproducente il paese di Greccio e la scena del presepe vivente voluto da San Francesco o quello di padre Bonelli nel portico della chiesa dei Santi XII Apostoli, parzialmente meccanico con la ricostruzione del Lago di Tiberiade solcato dalle barche e delle città di Gerusalemme e Betlemme.
Nel presepe romano più usuale, il paesaggio agreste fa da sfondo alla grotta in sughero, sovrastata da un tripudio di angeli in volo sulle nuvole, disposti in nove cerchi concentrici che pongono la Natività al centro della scena, una scena povera sia nella rappresentazione dei personaggi, pastori con le greggi e contadini al lavoro con i loro animali, sia nelle architetture, case modeste e locande di campagna tra resti di archi e acquedotti antichi, tipici dei luoghi rappresentati.
A partire dalla seconda metà del novecento, l’ambientazione cambia e vengono proposte zone caratteristiche della Roma sparita, demolite per far posto all’urbanizzazione di Roma capitale, ma conservate al ricordo dagli acquerelli dell’artista tedesco E. Roessler Franz, che fotografano la Roma papalina e le sue irripetibili atmosfere.

Patrizio Torosani

Category: maestri
Creato il Giovedì, 02 Ottobre 2014 22:55
Non avendo trovato nessuna informazione riguardo la biografia di uno dei più grandi Maestri presepistici italiani, pubblichiamo, perche' e' d'obbligo in un portale che parli di arte presepiale, uno dei capolavori dell'artista Patrizio Torosani: Mercato al Tempio - nella speranza che anche lui possa leggere il nostro articolo e darci qualche delucidazione in piu'.


Fonte presepiamo.it

Mercato romano Portico di Ottavia 1800 


Ho immaginato una giornata di mercato nella Roma ottocentesca cercando di ricreare l’atmosfera gioiosa che solo il mercato romano con i suoi ambulanti può dare. 
I mestieri erano diversi , ambulanti come l’arrotino che ancora oggi si trova nelle piazze dei paesi, fino all’estinto scarfarottaro che comprava e vendeva scarpe usate. 
Ho ambientato il mio mercato sotto le colonne del portico d’Ottavia che in genere si svolgeva il mercato del pesce dove i friggitori la notte della vigilia di natale facevano fritti di pesce e frittelle. 


Si possono riconoscere diversi mestieri,;
l’ARROTINO con il caratteristico carretto, lo SCARAFOTTARO con la sua cesta piena di vecchie scarpe, l’ORTOLANO con i frutta e verdure del suo orto,Il FRIGGITORE che la vigilia di natale facevano fritti di pesce e frittelle, andava a ruba il capitone, il PESCIVENDOLO con il banco di pesce di mare e di fiume, il PASTORE con i suoi formaggi, il PERACOTTARO con una cesta a modo vassoio portava pere cotte urlando, IL FIGURAIO cioè realizzatore e venditore di statue per il presepe mestiere del padre di Bartolomeo Pinelli e non potevano mancare i PIFFERARI che arrivavano a Roma circa 15 giorni prima di natale e suonavano novene a pagamento (due Paoli) davanti l’edicole delle madonne sparse per Roma.




Gli ambulanti oltre dalla campagna romana venivano dall’Abruzzo, Marche, Ciociaria e dalla Campania  Di venditori ambulanti in quei tempi se ne contavano almeno duecento mestieri diversi. La scenografia è ripresa da un quadro di C.H.Willson “il mercato del pesce al portico di Ottavia” acquarello 34 x 25,5 1870 (Collezione privata Velletri) 



Le statue sono commerciali stile napoletano adattate al presepe romano. La scenografia è in legno, sughero e gesso,  I particolari sono in cernit, terracotta, gesso, vari metalli e legno per questo presepe ho fatto una piccola ricerca utilizzando internet e i seguenti libri:

Bibliografia ; 

“Roma di Bartolomeo Pinelli”, Bartolomeo Rossetti - Newton Compton Editori 

“Ottocento Romano” Renato Mammucari - Newton Compton Editori 

“Viaggio a Roma e nella sua campagna”, Renato Mammucari - Newton Compton Editori 



 








 

I Presepi di carta

Category: presepi di carta
Creato il Mercoledì, 17 Settembre 2014 02:52



Il presepio viene definito come “la rappresentazione tridimensionale della nascita di Cristo con figure a tutto tondo e non fisse in modo tale che il costruttore le possa disporre secondo la narrazione evangelica e secondo il proprio estro”. La tradizione del presepio di carta, probabilmente è nata in Italia a partire dal XVIII secolo per poi diffondersi in ambito mitteleuropeo (Germania, Austria e Repubblica Ceca).
Distinguiamo tre tipologie di presepi in carta:
1- presepi con figure dipinte a mano su carta, fissate su un supporto (cartone o legno), scontornate e collocate in un allestimento presepistico;
2- presepi con figure ritagliate da fogli riprodotti a stampa, già colorate o da colorarsi, fissate su supporto (cartoncino o compensato), scontornate e collocate in un allestimento presepistico;
3- presepi di carta a teatrino, già pronti e facilmente richiudibili con la tecnica della fustellatura.
Con riferimento alla prima tipologia, Francesco Londonio (1723-1783) è stato il più importante artista italiano che vi si cimentò (a lui sono attribuiti i famosi presepi dipinti della chiesa di S. Marco a Milano e del collegio barnabitico di S. Francesco a Lodi) e fu successivamente emulato da altri artisti come Vito D’Anna, Bernardo Galliari, Andrea Appiani e Giuseppe Carsana. Dai quadri le figure si staccano, scontornate, assumendo una propria autonomia formale, pur rimanendo bidimensionali.
Per quanto riguarda la seconda tipologia, bisogna ricordare che i primi fogli, realizzati incidendo su legno oppure su lastre di rame o zinco le sagome dei vari elementi (personaggi, animali, alberi o architetture) inizialmente non erano veri e propri presepi, bensì semplici composizioni da appendere. Solo in seguito tali fogli non colorati furono pensati per essere ritagliati, dipinti a pennello o a tampone, con il sistema detto dai francesià pochoir (si utilizzavano delle mascherine in zinco traforato in modo tale da lasciar passare il colore liquido solo su alcune zone della stampa). Queste figure venivano a loro volta fissate su un supporto (cartoncino o legno) con l’impiego di colle animali o vegetali. Le sagome venivano composte con elementi scenografici come drappeggi, stoffe e bordure di vari materiali per ottenere eleganti allestimenti presepiali. Tra gli stampatori italiani più importanti si ricordano i Soliani di Modena, attivi per oltre due secoli dalla metà del Seicento fino alla metà dell’Ottocento; Giulio Cesare Bianchi, che operò tra il 1753 e il 1780; la stamperia Remondini di Bassano, che nel periodo più intenso arrivò ad avere un organico di oltre mille dipendenti; i Marchiati delle cartiere Fabriano ed infine i Vallardi di Milano (prima metà Ottocento). Dalla seconda metà dell’Ottocento con l’avvento della tecnica calcografica della litografia, prima, e della cromolitografia, poi, la diffusione divenne talmente rapida che quasi tutte le stamperie avevano nel loro catalogo uno o più presepi. Si segnalano in particolare le produzioni delle stamperie milanesi de’ Castiglioni, le officine grafiche “Sagdos”, lo stabilimento litografico e tipografico E. Macchi, la Marca Stella, le stamperie Carroccio (Fabbrica d’immagini), la Marca Duomo, la Marca Piccoli, la Marca Gallo, Ferrea, Trionfo ed, a Monza, la Marca Cicogna di Villasanta ed il Cartoccino.
Per quanto riguarda la terza tipologia di presepi in carta a teatrino, furono le medesime stamperie che pubblicavano i presepi in fogli da ritagliare a sviluppare parallelamente anche un’affascinante produzione di presepi apribili con un semplice movimento, in modo da trasformarsi in maquettes tridimensionali, veri e propri diorami teatrali rappresentanti la scena della Natività. La produzione dei fogli e dei presepi a teatrino è proseguita, in Italia, fino agli anni Cinquanta del XX secolo. Buona parte di questo patrimonio artistico è andato purtroppo perduto. Da un lato – si diceva sopra – ciò è dovuto alla facile deperibilità del materiale, la carta, sensibile all’umidità, e dall’altro lato a un fattore culturale: il presepio in carta è stato visto come presepio dei poveri, di coloro che non potevano permettersi d’acquistare delle figure plastiche in gesso, legno o terracotta. Per questo motivo è stato considerato per sua natura di valore artistico, oltre che economico, minore. Ciò ha spesso comportato la distruzione per incuria di molti esemplari, ritenuti di poco conto. Solo in tempi relativamente recenti è sorto uno specifico filone di collezionismo che ha alimentato ed alimenta tuttora un mercato antiquario ed in alcuni casi ha consentito la costituzione di raccolte museali di grande valore.

fonte redacon.com


Dove poter acquistare un presepio in carta:

http://www.ilpresepio.com/presepio/presepi-di-carta-1.php

 


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